Una Bunge sontuosa piega la corazzata Sir Safety: si va alla “bella” a Perugia

Una Bunge sontuosa piega la corazzata Sir Safety: si va alla “bella” a Perugia

Ravenna-Perugia 3-2
(20-25, 25-23, 27-25, 29-31, 15-12)
BUNGE RAVENNA: Poglajen 12, Diamantini 8, Buchegger 33, Raffaelli 15, Georgiev 6, Orduna 3, Goi (L); Vitelli, Pistolesi, Gutierrez 1, Marchini. Ne: Marechal. All.: Soli.
SIR SAFETY CONAD PERUGIA: Zaytsev 15, Podrascanin 9, Atanasijevic 18, Berger 17, Anzani 7, De Cecco 1, Colaci (L); Shaw, Della Lunga. Ne: Ricci, Cesarini (L), Russell, Siirila, Andric. All.: Bernardi.
ARBITRI: La Micela di Trento e Lot di Treviso.
NOTE – Ravenna: bs 33, bv 6, errori 16, muri 9; Perugia: bs 27, bv 7, errori 11, muri 8. Durata set: 25’, 30’, 36’ 41’, 18’ (tot. 150’). Spettatori: 2600 (incasso 29925 euro). Mvp: Buchegger.

In una partita romanzesca e interminabile la Bunge conquista il suo piccolo scudetto regalando un bagno di gioia al proprio pubblico del Pala De André e trascinando alla gara di spareggio una Sir Safety Conad probabilmente affaticata dalla massacrante trasferta infrasettimanale ad Ankara in Champions che, per contrappasso, toccherà alla squadra di Soli mercoledì per la Challenge Cup. La squadra ravennate poteva addirittura chiudere in quattro set (ben tre occasioni a disposizione), ma il set “supplementare” ha fugato ogni eventuale rimpianto. Paul Buchegger, nome d’obbligo per il premio mvp segnando 33 punti, eguaglia Maurice Torres nel record per giocatori in maglia di Ravenna.

Sestetti iniziali Il coach Soli deve rinunciare a Marechal (problemi alla schiena, nemmeno riscaldamento per lui, si cercherà di recuperarlo per la trasferta europea di mercoledì ad Ankara) sostituito da Raffaelli e risolve a favore di Georgiev il ballottaggio con Vitelli per un posto di centrale. Facili conferme per Orduna al palleggio, Goi libero,  Buchegger, Poglajen e Diamantini nei rimanenti spot di attacco e Marchini a sostegno per alcune fasi al servizio. Lorenzo Bernardi risponde con il sestetto annunciato: De Cecco al palleggio Atanasijevic opposto, Berger e il fotografatissimo Zaytsev in banda, Anzani e Podrascanin al centro, con Colaci libero. Russell svolge regolarmente il riscaldamento senza però mai essere utilizzato.

Primo set Il primo break si fa attendere 12 scambi e lo sigla Raffaelli murando Atanasijevic (7-5), ma il giro in battuta dello “Zar” consente il sorpasso, perché i ravennati sono “morbidi” quando non fallosi in alcune preziose rigiocate. Un attacco di De Cecco in versione-bomber porta al massimo vantaggio umbro (9-13). Una rimonta ravennate (17 pari su errore di Atanasjievic) viene immediatamente soffocata da due ace consecutivi di Podrascanin. Un muro di Anzani e un ace di Berger (quarto di squadra nel set) chiudono i conti: 20-25.

Secondo set La Bunge assume il comando delle operazioni sin dai primi scambi (5-2 con muro di Georgiev, 11-7 con firma di Buchegger che, nel set chiuderà all’80% con 9 punti complessivi). La Sir si esprime al meglio nella fase centrale, trovando il pareggio (a 13) con una tripletta di Anzani-Berger-Atanasjievic. Ma la squadra di Soli riprende rapidamente strada (rigiocata di Buchegger per il 19-16) e nel palpitante finale scaccia i fantasmi di Gara1 (due set ball sprecati in due differenti set) e chiude con colpo vincente dell’implacabile austriaco: 25-23.

Terzo set La Sir sembra rispondere bene al parziale perso, ma la brillantezza complessiva degli umbri non è praticamente mai quella dei momenti migliori. Un ace di Atanasjievic sigla il 4-7, ma 60 errori complessivi delle due squadre dai 9 metri scomodano gli appassionati di statistica. Ancora l’opposto serbo sigla il punto del 15-18, che non risulta ancora determinante, perché un parziale di 3-0 porta Ravenna in vantaggio (22-21). Muro di Diamantini per il 24-22, ma la Bunge non sfrutta (errore al servizio di Poglajen e muro di Podrascanin) le due palle set. Nella roulette dei vantaggi risulta decisiva una botta di Buchegger su cui il videocheck coglie un impercettibile tocco del muro: 27-25.

Quarto set Quando Atanasjievic firma il punto dell’1-5 la partita sembra aver preso la piega che la vigilia poteva suggerire, ma alla Sir manca sempre il colpo del ko e anche i vantaggi di 9-14 (Berger dopo prodigiosa difesa in rullata di De Cecco) e 13-18 (rigiocata di Zaytsev) non sono decisivi. La grinta giallorossa consente l’aggancio a 22 (rigiocata di Buchegger). Perugia gioca il primo set ball sul 23-24 (annulla l’mvp austriaco). Poi ci sono tre palloni buoni con cui Ravenna potrebbe chiudere (su uno dei quali l’attacco di Berger è murato fuori di due dita). Torna avanti Perugia con muro di Berger. De Cecco spreca l’occasione sulla rigiocata con un fallo di palleggio, ma un sanguinoso errore di Poglajen su palla alta rimanda la sfida ad un tachicardico tie-break: 29-31.

Tiebreak Battiti a mille per l’episodio decisivo. Buchegger tocca quota 30 con il punto del 2-1, ma l’equilibrio iniziale è destinato a rimanere. Si procede punto a punto con nessuna delle due contendenti che riesce a doppiare il vantaggio, in una pallavolo di livello tecnico non eccelso, ma di agonismo super e di grande capacità di coinvolgimento e di spettacolo. Un errore di Anzani in veloce determina il primo break sul 13-11. Lo stesso Anzani accorcia subito dopo, ma Buchegger (33mo punto personale) porta Ravenna a 14 e Atanasjievic sparacchia il colpo decisivo, non visto dall’arbitro, ma decretato out dal più dolce dei videocheck: 15-12.

Le dichiarazioni del dopo-gara
Fabio Soli (allenatore Bunge Ravenna): “Una serata da ricordare per Ravenna e per questi ragazzi. Abbiamo giocato alla pari con una squadra come Perugia e vinto una partita forse non bellissima, ma con tante emozioni. Complimenti davvero ai miei ragazzi che hanno realizzato un sogno. Avevamo l’obiettivo di portare ad Ankara qualcosa da questa partita e lo abbiamo fatto alla grande dimostrando che con il gruppo e la capacità di soffrire si può fare qualcosa di fantastico”.
Massimo Colaci (Sir Safety Conad Perugia): “Hanno giocato meglio di noi, c’è poco da dire. Sono stati più presenti in battuta nei momenti decisivi dei set ed hanno vinto meritatamente. Si va a gara 3, una partita da dentro o fuori, ma così sono le partite dei playoff. Quando l’avversario gioca meglio bisogna dar merito senza fare drammi. Resettiamo e pensiamo a domenica”.